"Pensieri" sull'arte e sulla vita

 

L'Arte

che è il mio reclusorio,

mi lascia passeggiare nell'ora d'aria.

Se qualcuno mi insegue

faccio finta di scappare,

poi torno indietro

e affronto l'avversario:

una lotta curiosa,

che qualcuno osserva dal marciapiedi.
 

Non scalpito,

alzo il braccio raramente,

a fatica tiro fuori la voce.

La mia panchina è contro il muro

del corridoio.

Le immagini si fanno avanti

spingendo la loro nudità

fin sotto i bagliori del palco

dove l'artista è Paride

delle tue scelta.

Non entrate

nella piazzetta triangola.

Il campanile è mesto.

La chiesetta dal portale chiuso

soggiace alla sera

che plana sul sagrato.

 

Sono un incendiario

con l'acciarino e la polvere.

Amo gli agguati tesi alle forme

che faccio cadere

nei tranelli della mia rete.

Getto nel mio teatrino

una ghirlanda di nuvolette,

un'infilata di mascherine,

una manciata di monete

che tintinnano nei vuoti

delle poltroncine

 

Mi ricordo sempre di voi,

poveri guitti di strada

con l'organetto e il pappagallo verdino

che pesca il foglietto

dell'improbabile fortuna.

Passa per strada

un magnifico corteo di matite colorate,

una cadenza marziale di tubetti acrilici,

una fitta ressa di pennelli extrafini

fin laggiù a quel piazzale,

sagomato a tavolozza.

La notte stende le sue nere lagune.

Nasconde lo spiedo delle ore,

tira un petardo che sveglia

i chiarori del mattino.

 

Il mio è un inchiostro lago

di franosa sponda

dove getto a mollo

le ritagliate liste

della mia abusiva letteratura.

Che buono il vino forte

dello stupore,

che gustosa la vivanda saziante

dell'emozione

presi a caldo, in piedi

al posto di ristoro

della fugace vita.

 

L'arte che si rende caduca

è una padella dove sono stati

posti a cuocere ingredienti

non appropriati.

La morte, nudo scheletro,

seduta su un paracarro

con sciarpa e berrettino da ciclista 

è stata vista

in un mio sogno.

I colori prima dell'impiego

sono frantumate particelle,

pigmenti minerali.

Dal mortaio di Tiziano

è uscito il rosario macinato

dell'Assunta dei Frati.